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michelangelo tagliente 

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Così il jazz si è innamorato della techno

2026-07-20 21:18

michelangelo tagliente

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Così il jazz si è innamorato della techno

Il nuovo suono di Berlino

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Dai seminterrati bui di Kreuzberg fino ai locali più curati di Mitte, la capitale tedesca sta vivendo l'ennesima rivoluzione di costume e di suono. La musica dal vivo sta cambiando pelle: il jazz ha abbandonato i soliti salotti d'ascolto ed è finito dritto a far ballare i club della capitale. Musica suonata dal vivo ed elettronica contemporanea oggi condividono lo stesso spazio, creando un'atmosfera unica in cui l'energia della notte incontra il fascino caldo degli strumenti acustici.

Attenzione però, non si tratta di una moda studiata a tavolino. Questa trasformazione nasce dall'incontro spontaneo di una rete fluida di musicisti, DJ e collettivi provenienti da ogni angolo del globo, tutti attratti dal magnetismo irresistibile di Berlino. Un microcosmo dove il retroterra accademico degli strumenti si fonde naturalmente con le abitudini del clubbing e la cultura dell'autoproduzione, mettendo al centro il ritmo e la condivisione più che un genere specifico.

Tra i protagonisti e le anime guida di questo movimento troviamo Szabolcs Bognár, in arte Àbáse. Pianista ungherese di formazione classica cresciuto al conservatorio, Bognár ha sempre affiancato alle tastiere la passione per il crate digging, ovvero l'arte di scovare vecchi vinili rari negli scaffali dei negozi di dischi e la produzione di beat. Una doppia vita artistica che lo vede passare con naturalezza da un'esibizione al gran coda con il suo quintetto a un DJ set travolgente a notte fonda. I suoi album raccontano perfettamente questo ponte sonoro: in Layorê, registrato durante sessioni improvvisate in Brasile, i ritmi solari del Sudamerica e del jazz si intrecciano con bassi potenti e pulsazioni elettroniche, mentre il più recente Awakening riduce all'essenziale le sovrapposizioni in studio di registrazione per restituire la vibrazione pura della performance dal vivo. La scommessa di Àbáse sta nel creare brani capaci di conservare lo spirito dell'improvvisazione pur risultando perfetti per muoversi nel club, al punto da rendere quasi indistinguibile il confine tra il tocco umano e la precisione di una drum machine.

Accanto a lui spicca la figura di Ziggy Zeitgeist, batterista australiano arrivato in Germania e rimasto letteralmente folgorato sulla via del Berghain. Affascinato dall'estetica essenziale e minimalista della techno berlinese, Zeitgeist ha trovato nell'elettronica uno strumento per rigenerare il suono della sua band, i Zeitgeist Freedom Energy Exchange. Il risultato di questa metamorfosi, racchiuso nell'album In the Key of Corporate Efficiency, ha trasformato l'energia viscerale della batteria dal vivo in un vero e proprio motore da ballo.

Chi desidera immergersi in questi suoni e costruirsi una cultura d'ascolto anche a casa può far partire il viaggio da due pietre miliari di questo crossover. Da un lato The Return di Kamaal Williams, capolavoro moderno di jazz-funk pieno di groove e personalità; dall'altro Elaenia, opera di Floating Points in cui le tastiere analogiche si fondono delicatamente con architetture elettroniche d'atmosfera.

Per chi sta pianificando un weekend a Berlino e vuole vivere in prima persona questo stile di vita, la mappa della città offre indirizzi emblematici. A Kreuzberg il punto di riferimento rimane il Gretchen, un club di grande fascino ricavato in un'ex struttura militare dell'Ottocento, dove l'energia degli strumenti dal vivo incontra le serate dedicate a hip-hop, drum'n'bass e sperimentazione. Chi cerca un'esperienza più raccolta, magari per un drink serale avvolto da selezioni musicali ricercatissime, troverà la sua dimensione ideale al KWIA, un elegante bar d'ascolto situato nel cuore di Mitte e specializzato in sfumature spiritual jazz ed elettronica soft. Il momento d'oro per organizzare il viaggio resta comunque il mese di maggio, periodo in cui la città si anima per lo XJAZZ Festival: una rassegna ideata con il preciso obiettivo di togliere la musica d'autore dalle sale istituzionali per restituirla alla notte e alla libertà di ballare.

 

How Jazz Fell in Love with Techno: The New Sound of Berlin

From the dark basements of Kreuzberg to the most curated spots in Mitte, the German capital is experiencing yet another revolution in culture and sound. Live music is transforming: jazz has left traditional listening lounges behind and gone straight to making the capital’s clubs dance. Live instrumentation and contemporary electronics now share the same space, creating a unique atmosphere where the night’s energy meets the warm allure of acoustic instruments.

Make no mistake, though—this is no calculated trend. This evolution stems from the spontaneous meeting of a fluid network of musicians, DJs, and collectives from every corner of the globe, all drawn by Berlin’s irresistible magnetism. It is a microcosm where the academic background of classical instruments naturally blends with club culture and a DIY ethos, placing rhythm and collaboration above any single genre.

Among the leading figures and guiding lights of this movement is Szabolcs Bognár, known artistically as Àbáse. A Hungarian pianist classically trained at the conservatory, Bognár has always paired his piano studies with a passion for crate digging—the art of hunting for rare vinyl in record shop crates—and beat production. It is a dual artistic life that sees him effortlessly transition from a grand piano performance with his quintet to an electric late-night DJ set. His albums perfectly tell the story of this sonic bridge: in Layorê, recorded during impromptu sessions in Brazil, the sun-drenched rhythms of South America and jazz intertwine with heavy basslines and electronic pulses, while his most recent release, Awakening, strips studio overdubs down to the essentials to capture the pure vibration of a live performance. Bognár’s sweet spot lies in crafting tracks that preserve the spirit of improvisation while remaining tailor-made for the dancefloor, blurring the lines between human touch and drum machine precision.

Beside him stands Ziggy Zeitgeist, an Australian drummer who moved to Germany and was instantly struck on his way to Berghain. Captivated by the stripped-back, minimalist aesthetic of Berlin techno, Zeitgeist found in electronic music a tool to reinvent his band’s sound: Zeitgeist Freedom Energy Exchange. The result of this metamorphosis, captured in the album In the Key of Corporate Efficiency, turns the visceral energy of live drums into a genuine engine for the dancefloor.

For those looking to immerse themselves in this mood and build a listening culture at home, the journey can start with two modern crossover milestones. On one hand, The Return by Kamaal Williams, a modern jazz-funk masterpiece packed with groove and personality; on the other, Elaenia by Floating Points, a work where analog synthesizers delicately merge with atmospheric electronic textures.

For anyone planning a weekend in Berlin to experience this lifestyle firsthand, the city’s map offers iconic addresses. In Kreuzberg, the ultimate reference point remains Gretchen, a charming club housed in a former 19th-century military facility, where live instrumental energy meets nights dedicated to hip-hop, drum 'n' bass, and sonic experimentation. Those seeking a more intimate setting for an evening drink accompanied by meticulously curated music selections will find their sanctuary at KWIA, an elegant listening bar located in the heart of Mitte, specializing in spiritual jazz and soft electronics. The golden window for a visit remains May, when the city comes alive for the XJAZZ Festival—an event conceived with the explicit mission of freeing artistic music from institutional halls and returning it to the night and the freedom of the dancefloor.

 

Credits ph: A.Savin, FAL, via Wikimedia Commons

tup wanders, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/2.0>, via Wikimedia Commons