
Nelle sale dei teatri, prima che inizi una cerimonia, aleggia sempre una particolare vibrazione: non solennità, ma un quieto movimento, come se le storie che stanno per essere raccontate cercassero già un varco tra il pubblico. Al Teatro Ristori di Verona, il 28 novembre, quella sensazione ha preso forma nel volto giovane e determinato di Alessandra Gambino, fondatrice e CEO di OperaLife, presenza agile e contemporanea in un mondo spesso ancorato alla tradizione.
Il Premio Verona Giovani, giunto alla sua diciassettesima edizione, è pensato per riconoscere chi, nel territorio scaligero, riesce a interpretare il cambiamento come opportunità. Non soltanto eccellenza professionale, dunque, ma un certo tipo di audacia: quella che non si accontenta di custodire la tradizione, ma la rilancia verso nuovi orizzonti. Quest’anno il Gruppo Giovani di Confimi Apindustria Verona ha scelto di consegnare il riconoscimento a una protagonista del mondo lirico, testimonianza di un settore che può rinnovarsi senza snaturarsi.
Classe 1996, mezzosoprano e imprenditrice, Alessandra Gambino incarna un’idea di cultura come luogo poroso, aperto, capace di parlare ai ventenni di oggi senza rinunciare alla profondità del suo linguaggio. Con OperaLife ha costruito una casa per giovani cantanti, musicisti, professionisti dello spettacolo: una community vibrante che racconta l’opera non come reliquia, ma come materia viva, quotidiana, sorprendente. Un linguaggio sempre più necessario in un’epoca in cui il teatro rischia di essere percepito come lontano o elitario.
La cerimonia al Teatro Ristori — nel contesto della cena di fine anno dell’associazione, che riunisce circa 800 piccole e medie imprese — ha riunito istituzioni e rappresentanti del tessuto produttivo veronese: dalla presidente del Gruppo Giovani Matilde Breoni, che ha consegnato il premio, ai vertici di Confimi Apindustria e ai rappresentanti delle istituzioni locali. Un segno tangibile di come la cultura, quando dialoga con il mondo economico, possa diventare forza generativa e non semplice ornamento.
Nel suo intervento, Gambino ha scelto parole che suonano come un manifesto: la cultura come faro, i giovani come motore del cambiamento, l’arte come spazio di libera espressione e crescita personale. Non proclami, ma una visione: quella di un ecosistema artistico che non separa passato e presente, ma li abbraccia in un continuum dove ogni generazione può lasciare un segno.
Il messaggio è chiaro: rendere l’opera e il teatro parte vitale del presente, non soltanto memoria del passato. Una sfida che passa per inclusione, accessibilità, linguaggi nuovi. E che trova terreno fertile proprio nelle comunità ibride come quella generata da OperaLife, dove professionisti, studenti e appassionati si incontrano e trasformano l’esperienza lirica in qualcosa di sorprendentemente contemporaneo.
Il Premio Verona Giovani, nel suo percorso storico, ha spesso valorizzato figure che hanno saputo innovare nei contesti più diversi: dall’impresa sostenibile allo sport, dalla ricerca scientifica alla regia. L’edizione 2024 aggiunge un tassello importante: riconoscere che il futuro passa anche dal modo in cui raccontiamo e condividiamo la cultura.
E forse è proprio questo il punto: premiare non soltanto una carriera, ma un’idea di futuro in cui l’arte non è più un altare distante, ma un luogo in cui generazioni diverse possono incontrarsi, parlarsi, immaginare insieme.
Perché, come ha ricordato Alessandra Gambino sul palco del Ristori, sognare in grande non è un privilegio: è una responsabilità condivisa.
Nella foto da sinistra Alessandra Gambino e Matilde Breoni
Alessandra Gambino and the Future of Opera: When Culture Becomes a Bridge Between Generations
In theatre halls, before a ceremony begins, there is always a particular vibration in the air: not solemnity, but a quiet movement, as if the stories about to be told were already searching for a passage through the audience. On November 28, at Verona’s Teatro Ristori, that sensation took shape in the young and determined face of Alessandra Gambino, founder and CEO of OperaLife, a contemporary and agile presence in a world often anchored to tradition.
Now in its seventeenth edition, the Verona Giovani Award was created to recognize those who, within the local community, are able to interpret change as an opportunity. Not just professional excellence, then, but a particular kind of boldness: the ability not only to safeguard tradition, but to propel it toward new horizons. This year, the Youth Group of Confimi Apindustria Verona chose to present the award to a protagonist of the operatic world, a testament to a sector capable of renewing itself without losing its essence.
Born in 1996, mezzosoprano and entrepreneur, Alessandra Gambino embodies an idea of culture as a porous, open space—one that can speak to today’s twenty-somethings without sacrificing the depth of its language. With OperaLife, she has built a home for young singers, musicians, and performing arts professionals: a vibrant community that portrays opera not as a relic, but as something alive, daily, and unexpectedly contemporary. A language that feels increasingly necessary in an era when theatre risks being perceived as distant or elitist.
The ceremony at Teatro Ristori—held during the association’s end-of-year dinner, which brings together around 800 small and medium-sized enterprises—gathered institutions and representatives of Verona’s economic fabric: from the president of the Youth Group, Matilde Breoni, who presented the award, to the leadership of Confimi Apindustria and local authorities. A tangible sign of how culture, when it engages in dialogue with the economic world, can become a generative force rather than a decorative element.
In her speech, Gambino chose words that resonated like a manifesto: culture as a beacon, young people as the engine of change, art as a space for free expression and personal growth. Not proclamations, but a vision: that of an artistic ecosystem where past and present do not exist in opposition but coexist in a continuum in which each generation can leave a mark.
The message is clear: to make opera and theatre a vital part of the present, not merely a memory of the past. A challenge that involves inclusion, accessibility, and new languages. And one that finds fertile ground in hybrid communities such as the one fostered by OperaLife, where professionals, students, and enthusiasts meet and transform the operatic experience into something surprisingly current.
Throughout its history, the Verona Giovani Award has often highlighted figures capable of innovating across the most diverse fields: from sustainable business to sports, from scientific research to film direction. The 2024 edition adds an important piece: acknowledging that the future also depends on how we tell and share culture.
And perhaps this is precisely the point: to reward not only a career but a vision of the future in which art is no longer a distant altar, but a place where different generations can meet, converse, and imagine together.
Because, as Alessandra Gambino reminded the audience at Teatro Ristori, dreaming big is not a privilege—it is a shared responsibility.
