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michelangelo tagliente 

giornalista pubblicista 

tessera n. 152260 


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Signature 2020 Le Vigne di Alice

2025-12-26 17:00

michelangelo tagliente

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Signature 2020 Le Vigne di Alice

Life is a bubble

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Tra la fine di un anno e l’inizio di quello nuovo si crea una breve zona franca. I propositi non sono ancora stati messi alla prova, i bilanci fanno meno rumore del previsto e, prima ancora di parlare, si riempiono i bicchieri. La vera domanda non è con cosa brindare, ma perché scegliamo proprio quel vino.

Da troppo tempo il Capodanno è prigioniero di una narrazione stanca: lo Champagne come unica opzione legittima, il resto come alternativa minore. Ma il brindisi non è una gara di prestigio. È un atto intimo, personale. E ognuno ha il sacrosanto diritto di brindare con il vino che sente suo.

Ed è qui che entra in scena il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Signature Le Vigne di Alice 2020, uno spumante che non chiede confronti, semplicemente ridefinisce il ruolo del vitigno Glera.

C’è un pregiudizio duro a morire: che la Glera sia destinata alla leggerezza, alla bevibilità immediata, a una piacevolezza senza profondità. Signature nasce proprio per smentire questa idea, e lo fa scegliendo il Metodo Classico.

Il risultato è uno spumante che, messo alla cieca accanto a spumanti italiani e francesi di rango, disorienta. Nessuno pensa alla Glera. Qualcuno azzarda paragoni, qualcun altro si spinge in territori lontani. Poi arriva lo svelamento, e il silenzio che segue vale più di qualsiasi descrizione.

Signature è uno spumante che non ha bisogno di essere “importante”. Lo è già, perché ha scelto l’eleganza come linguaggio primario. E perché racconta un territorio collinare, non addomesticato, lontano dalla pianura e dalle scorciatoie stilistiche.

Cinzia Canzian e l’arte di non accontentarsi

Le Vigne di Alice nascono nel 2005 a Vittorio Veneto, nella parte più nord-orientale della denominazione. A guidarla c’è Cinzia Canzian, vignaiola visionaria, inquieta nel senso migliore del termine.
Dal 2009 decide di fare qualcosa che nessuno aveva davvero osato prima: un Metodo Classico da Glera in purezza. Non per distinguersi, ma per capire fin dove potesse arrivare.

Il suo approccio è fatto di ascolto e sperimentazione: agroforestazione, rispetto radicale del territorio, attenzione maniacale ai dettagli. I suoi vini non sono esercizi di stile: sono il risultato di un lavoro continuo, di scelte che si misurano e si correggono nel tempo, come è stato per Signature. Il Metodo Classico italiano, quando è pensato e non imitato, sa parlare una lingua propria, dimostrando che il Prosecco può anche essere colto, profondo, sorprendente.

E poi c’è anche l’occhio: il packaging elegante, le confezioni pensate come veri oggetti da dono, curate senza ostentazione. Perché anche l’estetica, quando è coerente, fa parte del racconto.

Alla fine, il senso è tutto qui:
brindare non per celebrare un’etichetta, ma un modo personale di stare a tavola, e nel tempo che viene. E se nel bicchiere c’è uno spumante capace di unire coraggio, identità e grazia, tanto meglio.

Senza dogmi, senza gerarchie, senza confronti obbligati.

Buon 2026!

 

Signature Le Vigne di Alice 2020
Life is a bubble

Between the end of one year and the beginning of the next, a brief neutral zone opens up. Resolutions haven’t yet been put to the test, balance sheets make less noise than expected, and before any words are spoken, glasses are filled.
The real question is not what we toast with, but why we choose that particular wine.

For too long, New Year’s Eve has been trapped in a tired narrative: Champagne as the only legitimate option, everything else relegated to a lesser role. But a toast is not a contest of prestige. It’s an intimate, personal act. And everyone has the unquestionable right to toast with the wine they truly feel is theirs.

This is where Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Signature Le Vigne di Alice 2020 enters the scene — a sparkling wine that doesn’t seek comparison, but simply redefines the role of the Glera grape.

There is a stubborn prejudice that refuses to fade: that Glera is destined for lightness, easy drinking, pleasantness without depth. Signature was created precisely to challenge this idea, choosing the Metodo Classico as its path.

The result is a sparkling wine that, when tasted blind alongside high-level Italian and French peers, unsettles expectations. No one thinks of Glera. Some venture bold comparisons, others drift toward distant territories. Then comes the reveal — and the silence that follows says more than any description could.

Signature is a sparkling wine that doesn’t need to be “important.” It already is, because it has chosen elegance as its primary language. And because it tells the story of a hilly landscape, untamed, far from the plains and from stylistic shortcuts.

Cinzia Canzian and the art of never settling

Le Vigne di Alice was founded in 2005 in Vittorio Veneto, in the north-easternmost part of the denomination. At the helm is Cinzia Canzian, a visionary winegrower, restlessly so — in the best possible sense.

In 2009, she decided to attempt something few had truly dared before: a Metodo Classico made exclusively from Glera. Not to stand out, but to understand how far this grape could go.

Her approach is rooted in listening and experimentation: agroforestry, a radical respect for the land, obsessive attention to detail. Her wines are not stylistic exercises; they are the result of continuous work, of choices that are tested and corrected over time — as has been the case with Signature.
When conceived rather than imitated, Italian Metodo Classico speaks its own language, proving that Prosecco, too, can be refined, profound, and surprising.

And then there is the visual side: elegant packaging, gift boxes conceived as true objects of design, carefully crafted without ostentation. Because aesthetics, when coherent, are also part of the story.

In the end, the meaning is simple:
to toast not in celebration of a label, but of a personal way of being at the table — and in the time ahead. And if the glass holds a sparkling wine capable of uniting courage, identity, and grace, all the better.

No dogmas, no hierarchies, no mandatory comparisons.
Happy 2026!