around taste

intorno al gusto, ovunque nel mondo around taste, across the word

michelangelo tagliente 

giornalista pubblicista 

tessera n. 152260 


facebook
instagram

discover around taste

Yifan Wu e il tempo dell’ascolto

2026-01-20 13:17

michelangelo tagliente

arti in connessione, yifan-wu, camerino-stagione-concertistica, gioventu-musicale-ditalia, musica-classica-camerino, concorso-busoni, giovani-musicisti, educazione-allascolto, accademia-della-musica-franco-corelli, camerino-concert-season, classical-music-italy, piano-recital, ferruccio-busoni-competition, young-classical-musicians, franco-corelli-academy-of-music,

Yifan Wu e il tempo dell’ascolto

Camerino inaugura la sua 56ª stagione concertistica

615161368_1494922282545180_1357606398864801935_n.jpeg

A dare il via alla nuova stagione è Yifan Wu, pianista cinese classe giovane ma già pienamente maturo, vincitore del Primo Premio al 65° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano 2025, dove ha conquistato anche il Premio speciale del Pubblico. Un riconoscimento doppio, tecnico ed emotivo, che racconta molto del suo rapporto con la musica: rigoroso, ma mai distante.

Il recital camerinese disegna una traiettoria che attraversa epoche e linguaggi, restituendo l’immagine di un interprete capace di muoversi con naturalezza dal Settecento al Romanticismo, senza mai appiattire le differenze stilistiche.
Scarlatti, riletto attraverso la virtuosistica lente di Carl Tausig, dialoga con la rarefazione poetica di Mompou, mentre l’Arabeske di Schumann chiede un equilibrio sottile tra trasparenza timbrica e intensità espressiva.

Nella seconda parte, la Sonata in fa diesis minore op. 11 n. 1 di Schumann diventa il vero banco di prova: una pagina complessa, attraversata da tensioni interiori e slanci drammatici, che richiede non solo controllo tecnico ma consapevolezza narrativa. Wu non affronta il repertorio come una dimostrazione di bravura, ma come un racconto in cui ogni passaggio ha un peso, ogni silenzio una funzione.

Gioventù Musicale d’Italia: quando la musica diventa futuro

La scelta di affidare l’apertura della stagione a un giovane vincitore di uno dei più importanti concorsi internazionali non è casuale. È, piuttosto, la naturale espressione della missione della Gioventù Musicale d’Italia, che da decenni lavora su un punto cruciale spesso trascurato: il passaggio dalla formazione al mondo professionale.

Attraverso stagioni concertistiche, festival, audizioni e progetti educativi, la GMI ha offerto a migliaia di giovani musicisti l’occasione di incontrare il pubblico e il sistema musicale reale, mettendo in relazione talento emergente e grandi interpreti. Allo stesso tempo, ha costruito un pubblico consapevole, soprattutto giovane, colmando una lacuna storica del sistema scolastico italiano: l’educazione all’ascolto come esperienza viva, non accessoria.

La musica, per la Gioventù Musicale, non è un bene elitario ma un linguaggio dell’umano sentire, capace di parlare a tutti, in tutte le sue forme: classica, jazz, etnica, popolare. Un’idea che trova a Camerino una delle sue espressioni più longeve e coerenti.

Camerino, 56 anni di resistenza culturale

La Stagione Concertistica di Camerino è una storia che attraversa quasi settant’anni. Nata alla fine degli anni Cinquanta, rilanciata nel 1970 grazie all’Università e all’impegno di un gruppo di appassionati – tra cui Corrado Zucconi, oggi presidente della Federazione Marchigiana – non si è mai fermata.
In un Paese dove la continuità culturale è spesso fragile, Camerino rappresenta un caso raro: una programmazione che resiste, si rinnova e cresce, diventando nel tempo un punto di riferimento nazionale.

La 56ª edizione si articola in sei concerti tra gennaio e marzo, tutti ospitati all’Accademia della Musica “Franco Corelli”, e mantiene fede al nome dell’associazione: spazio ai giovani vincitori dei grandi concorsi internazionali, chiamati a confrontarsi con la grande letteratura musicale.

Dal jazz intimista ispirato a Chet Baker al quartetto d’archi tra Haydn, Bartók e Mendelssohn; dal virtuosismo violinistico di Aozhe Zhang al dialogo cameristico del Trio Sheliak, fino al Novecento esplorato attraverso saxofono e fisarmonica: una stagione che rifiuta la monotonia e costruisce un racconto plurale della musica colta.

Accanto alla stagione concertistica, Camerino rinnova anche il suo impegno verso le nuove generazioni con la rassegna Educare all’Ascolto, un ciclo di lezioni-concerto pensate per gli studenti. Non semplici esecuzioni, ma incontri costruiti come dialoghi: sugli strumenti, sui linguaggi, sui contesti storici.

Dal quartetto d’archi all’evoluzione del pianoforte, dalla musica medievale all’organo come “macchina meravigliosa”, il percorso 2026 ribadisce un principio fondamentale: l’ascolto è una competenza che si apprende, e la musica può diventare uno strumento di crescita critica, emotiva e culturale.

 

Per informazioni

www.jeunesse.it

 

Yifan Wu and the Time of Listening: Camerino Opens Its 56th Concert Season

Opening the new season is Yifan Wu, a young Chinese pianist already fully mature, winner of the First Prize at the 65th Ferruccio Busoni International Piano Competition in Bolzano 2025, where he also received the Audience Award. A double recognition—both technical and emotional—that says much about his relationship with music: rigorous, yet never distant.

The Camerino recital traces a journey across eras and musical languages, portraying an interpreter able to move naturally from the eighteenth century to Romanticism without ever flattening stylistic differences.
Scarlatti, reimagined through the virtuosic lens of Carl Tausig, enters into dialogue with the poetic rarefaction of Mompou, while Schumann’s Arabeske calls for a delicate balance between timbral transparency and expressive intensity.

In the second half, Schumann’s Sonata in F-sharp minor op. 11 no. 1 becomes the true proving ground: a complex work, crossed by inner tensions and dramatic impulses, demanding not only technical control but narrative awareness. Wu approaches the repertoire not as a display of brilliance, but as a story in which every passage carries weight and every silence has a function.

Gioventù Musicale d’Italia: when music becomes the future

The choice to entrust the season’s opening to a young winner of one of the world’s most important international competitions is no coincidence. Rather, it is a natural expression of the mission of Gioventù Musicale d’Italia, which for decades has focused on a crucial and often overlooked moment: the transition from education to professional life.

Through concert seasons, festivals, auditions and educational projects, GMI has offered thousands of young musicians the opportunity to meet audiences and engage with the real musical world, connecting emerging talent with leading international performers. At the same time, it has helped build an informed and attentive audience—especially among younger generations—addressing a long-standing gap in the Italian school system: education in listening as a living, essential experience.

For Gioventù Musicale, music is not an elitist good but a language of human feeling, capable of speaking to everyone in all its forms: classical, jazz, ethnic and folk. An idea that finds in Camerino one of its most enduring and coherent expressions.

Camerino, 56 years of cultural resilience

The Camerino Concert Season tells a story spanning almost seventy years. Founded in the late 1950s and relaunched in 1970 thanks to the University of Camerino and the determination of a group of enthusiasts—including Corrado Zucconi, now President of the Marche Federation—it has never stopped since.

In a country where cultural continuity is often fragile, Camerino represents a rare case: a programme that endures, renews itself and grows, becoming over time a national point of reference.

The 56th edition unfolds across six concerts between January and March, all hosted at the “Franco Corelli” Academy of Music, and remains true to the association’s name: giving space to young winners of major international competitions, called to engage with the great classical repertoire.

From intimate jazz inspired by Chet Baker to the string quartet tradition of Haydn, Bartók and Mendelssohn; from the violin virtuosity of Aozhe Zhang to the chamber dialogue of the Trio Sheliak, and finally to twentieth-century explorations through saxophone and accordion, the season rejects monotony and constructs a plural narrative of cultivated music.

Alongside the concert season, Camerino renews its commitment to younger generations with Educare all’Ascolto (Educating Listening), a cycle of lecture-concerts designed for students. Not mere performances, but encounters conceived as dialogues—about instruments, musical languages and historical contexts.

From the string quartet to the evolution of the piano, from medieval music to the organ as a “marvellous machine,” the 2026 programme reaffirms a fundamental principle: listening is a skill that can be learned, and music can become a powerful tool for critical, emotional and cultural growth.

 

Ph Yifan Wu, Bolzano, 2025 @LuciaRoseBuffa