
Cinquant’anni di storia, cinquant’anni di viaggi attraverso il gusto. La Guida Gault&Millau, fondata in Francia negli anni Settanta dai giornalisti Henri Gault e Christian Millau, è da mezzo secolo uno dei punti di riferimento più autorevoli della critica gastronomica internazionale. Presente oggi in oltre venti Paesi, la mitica “Guida Gialla” ha costruito la propria reputazione sulla capacità di intercettare il talento prima che diventi celebrità, di raccontare la cucina come fenomeno culturale e di mantenere, nel tempo, un approccio indipendente e rigoroso.
Ora, per la prima volta, Gault&Millau è pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua storia: quello italiano. A partire da gennaio 2027, la guida debutterà ufficialmente nel nostro Paese, portando con sé i celebri Toques, tra i riconoscimenti più ambiti dagli chef di tutto il mondo.
Non è casuale la scelta del luogo simbolico da cui iniziare: il Piemonte, terra che più di altre ha fatto della cucina una forma di identità collettiva, è stato designato come sede legale e operativa di Gault&Millau Italia, in collaborazione con la Regione.
«L’arrivo di una guida internazionale come Gault&Millau in Italia e in Piemonte è un risultato straordinario», ha dichiarato Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte. «Dopo aver ospitato il The World’s 50 Best Award a Torino, oggi raccogliamo un altro frutto importante: la scelta di un colosso della critica gastronomica che decide di fare casa qui, a conferma del valore del nostro territorio».
Un debutto graduale, alla scoperta dell’Italia nascosta
L’ingresso di Gault&Millau nel panorama italiano non sarà immediato né frettoloso. Il progetto prevede un percorso di quattro anni, con un centinaio di ispettori italiani già al lavoro sul campo. La prima edizione, attesa per gennaio 2027, coprirà Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia e Trentino-Alto Adige. Negli anni successivi, regione dopo regione, la guida arriverà a mappare l’intero Stivale, con l’obiettivo di essere completa entro il 2031.
La filosofia è chiara: non solo grandi nomi e tavole stellate, ma anche ristoranti emergenti, cucine territoriali, luoghi autentici capaci di raccontare l’Italia contemporanea attraverso il cibo.
Gli ispettori: anonimato, rigore e racconto esperienziale
A garantire l’affidabilità del progetto ci sarà un sistema di valutazione basato su standard internazionali molto stringenti. Gli ispettori – giornalisti e appassionati selezionati, mai professionisti della ristorazione – opereranno in totale anonimato e saranno formati presso il nuovo Gault&Millau Academy Center, che avrà sede al Réva Resort di Monforte d’Alba.
Ogni visita sarà documentata, pagata come un normale cliente e valutata attraverso schede dettagliate che non prendono in considerazione solo i piatti, ma anche servizio, atmosfera, proposta beverage e rapporto qualità-prezzo. Il risultato finale sarà un punteggio da 10 a 20, tradotto nei celebri Toques, da uno a cinque.
Un sistema che punta meno alla gerarchia e più alla narrazione: non semplici voti, ma esperienze raccontate, utili al lettore e pensate per orientare chi viaggia, esplora, assaggia.
Non solo fine dining: nasce anche la categoria POP
Accanto ai ristoranti gourmet, la Guida Gault&Millau Italia introdurrà anche la categoria POP, dedicata alla ristorazione informale: trattorie contemporanee, bistrot, indirizzi smart e accessibili, capaci di esprimere qualità senza formalismi. Niente punteggi né Toques, ma segnalazioni curate, per chi cerca il piacere quotidiano più che l’esperienza celebrativa.
Una guida, ma anche una community
Il lancio italiano sarà accompagnato da una serie di eventi firmati Gault&Millau, rivolti sia al pubblico che agli addetti ai lavori, sulla scia di quanto già avviene negli altri Paesi. Premi come Chef of the Year, Young Talent, Best Sommelier, Pop of the Year contribuiranno a costruire un vero ecosistema culturale attorno alla guida.
«È un sogno che si avvera», raccontano Miroslav Lekeš, CEO, e Daniele Scaglia, General Manager e Chief Inspector di Gault&Millau Italia. «Vogliamo portare una ventata di novità nel racconto della ristorazione italiana, valorizzando i talenti e scovando realtà ancora poco conosciute, con uno sguardo internazionale ma profondamente rispettoso dei territori».
Cartacea, digitale e bilingue
La prima edizione di Gault&Millau Italia sarà pubblicata in edizione cartacea limitata, disponibile online, e successivamente anche in formato digitale, con tutte le recensioni consultabili gratuitamente. Ogni contenuto sarà in doppia lingua, italiano e inglese, per rendere la scena gastronomica italiana sempre più visibile e leggibile anche all’estero.
In fondo, è questa la vera scommessa della Guida Gialla: non limitarsi a fotografare il presente, ma accompagnare l’evoluzione del gusto, raccontare il cambiamento, dare voce a chi cucina il futuro prima che diventi moda. E farlo partendo da una terra – il Piemonte – che del cibo ha fatto da tempo una forma di cultura, prima ancora che di eccellenza.
Gault&Millau lands in Italy: the Yellow Guide chooses Piedmont as its home
Fifty years of history, fifty years of journeys through taste. Founded in France in the 1970s by journalists Henri Gault and Christian Millau, the Gault&Millau Guide has been one of the most authoritative references in international food criticism for half a century. Now present in over twenty countries, the legendary “Yellow Guide” has built its reputation on its ability to identify talent before it becomes mainstream, to tell the story of cuisine as a cultural phenomenon, and to maintain a rigorous and independent approach over time.
Now, for the first time, Gault&Millau is ready to write a new chapter in its story: the Italian one. Starting in January 2027, the guide will officially debut in Italy, bringing with it the famous Toques, among the most coveted recognitions for chefs worldwide.
The symbolic starting point is no coincidence. Piedmont – a region that has turned food into a form of collective identity – has been chosen as the legal and operational headquarters of Gault&Millau Italy, in collaboration with the regional government.
“The arrival of an international guide like Gault&Millau in Italy and in Piedmont is an extraordinary achievement,” said Alberto Cirio, President of the Piedmont Region. “After hosting The World’s 50 Best Awards in Turin, today we are already seeing the results: a global giant of gastronomic criticism choosing our land as its home.”
A gradual debut, in search of hidden Italy
Gault&Millau’s entry into Italy will not be rushed. The project is designed as a four-year journey, involving around one hundred Italian inspectors already working across the country. The first edition, scheduled for January 2027, will cover Valle d’Aosta, Piedmont, Liguria, Lombardy and Trentino-Alto Adige. Year after year, new regions will be added, with the aim of completing the full national map by 2031.
The philosophy is clear: not only fine dining and famous names, but also emerging restaurants, local cuisines and authentic places able to express contemporary Italy through food.
Inspectors: anonymity, rigor and experiential storytelling
Reliability will be ensured through a strict evaluation system based on international standards. Inspectors – journalists and selected food lovers, never hospitality professionals – will work in total anonymity and will be trained at the new Gault&Millau Academy Center, based at Réva Resort in Monforte d’Alba.
Each visit will be fully paid, documented and assessed through detailed forms considering not only dishes, but also service, atmosphere, beverage offer and value for money. The final score ranges from 10 to 20 points, translated into the famous Toques, from one to five.
Less about rankings, more about storytelling: not just scores, but real experiences meant to guide curious travellers and conscious diners.
Beyond fine dining: the POP category
Alongside gourmet restaurants, Gault&Millau Italy will introduce the POP category, dedicated to informal dining: contemporary trattorias, bistros, smart and accessible places where quality meets simplicity. No scores or Toques, but curated recommendations for those seeking everyday pleasure rather than celebratory luxury.
A guide, and a community
The Italian launch will also include a calendar of Gault&Millau events, aimed both at the public and industry professionals, following the model already established in other countries. Awards such as Chef of the Year, Young Talent, Best Sommelier and Pop of the Year will contribute to building a cultural ecosystem around the guide.
“It’s a dream come true,” say Miroslav Lekeš, CEO, and Daniele Scaglia, General Manager and Chief Inspector of Gault&Millau Italy. “We want to bring a breath of fresh air to the narrative of Italian gastronomy, highlighting new talents and discovering lesser-known realities, with an international outlook deeply rooted in local territories.”
Print, digital and bilingual
The first edition of Gault&Millau Italy will be released in a limited print edition, available online, followed by a digital version with free access to all reviews. Every entry will be published in both Italian and English, reinforcing the international visibility of Italy’s food scene.
Ultimately, this is the real ambition of the Yellow Guide: not just to record the present, but to accompany the evolution of taste, to tell change as it happens, and to give voice to those cooking the future before it becomes fashion.
Cover: Miroslav Lekes, CEO di Gault&Millau Italia; ALberto Cirio Presidente Regione Piemonte, Daniele Scaglia, Chief Inspector di Gault&Millau Italia
Ph Alessio Daguanno
