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michelangelo tagliente 

giornalista pubblicista 

tessera n. 152260 


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Il respiro generativo di Brian Eno

2026-05-01 08:41

michelangelo tagliente

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Il respiro generativo di Brian Eno

Parma diventa un giardino segreto di suoni e visioni

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Parma apre le porte a un’esplorazione che attraversa quarant’anni di ricerca visiva e sonora di Brian Eno. Dal 1° maggio al 2 agosto, gli spazi dell’Ospedale Vecchio del Complesso di San Paolo ospitanoSEED” e “My Light Years” due installazioni gemelle realizzati dal Comune di Parma con la curatela di Alessandro Albertini.

Nel Complesso Monumentale di San Paolo prende vita SEED, un progetto audio site-specific nato dalla collaborazione tra Eno e la scrittrice turca Ece Temelkuran. L’opera si diffonde su un’area di ottomila metri quadrati, avvolgendo i visitatori in una trama di musica generativa in costante mutamento. Non esiste un percorso prestabilito: è il movimento del pubblico a determinare la colonna sonora personale, rendendo ogni visita un evento unico e irripetibile.

Nelle intenzioni dell'artista, SEED rappresenta la volontà di creare centri di civiltà dove le persone possano incontrarsi alla pari. Come sottolineato dallo stesso Eno, l'idea è quella di offrire un "giardino segreto" mentale, un'oasi di feconda quiete capace di proteggere l'individuo dal rumore incessante della contemporaneità. Il "seme" a cui il titolo si riferisce è il potenziale germoglio di conversazioni, confidenze e relazioni che fioriranno tra chi abiterà questi spazi. Al termine della mostra, l’esperienza vissuta verrà impressa su un vinile in copia unica e custodita alla Casa del Suono, trasformando l'evento effimero in memoria storica della città.

L'imponente architettura della Crociera dell’Ospedale Vecchio ospita invece My Light Years, la più vasta antologia europea mai dedicata alla ricerca di Eno sulla luce. Il percorso espositivo è un viaggio cronologico e sensoriale che parte dagli esperimenti pionieristici degli anni '80, realizzati con la tecnologia VHS, fino alle opere più recenti. Tra i lavori presentati spiccano: 77 Million Paintings: un paesaggio sonoro e visivo in continua evoluzione, dove un software genera combinazioni di immagini e suoni che non si ripetono mai uguali a se stesse. Face to Face: un’opera che esplora l'identità umana attraverso la mutazione pixel per pixel di diciotto volti reali, creando un continuum di migliaia di identità immaginarie. New York Portraits: una serie di intensi primi piani dedicati a cittadini newyorkesi, esposti per la prima volta in Europa.

Brian Eno descrive questa mostra come una sfida architettonica vinta, un dialogo tra opere datate e nuove creazioni, tra cui cinque Light Boxes realizzate appositamente per Parma. L'edificio, un tempo luogo di cura e oggi restituito alla città, diventa per l'artista una palestra di percezione che richiede al pubblico una partecipazione attiva e fisica.

L'operazione artistica di Eno a Parma si inserisce in una precisa volontà di far dialogare il contemporaneo con i contesti storici. Le installazioni reiventano lo spazio utilizzando la tecnologia come strumento per indagare il rapporto tra l'uomo, la natura e il paesaggio. In un’epoca dominata dalla velocità, l’invito dell'artista è quello di fermarsi, ascoltare e lasciarsi attraversare da un flusso creativo che, proprio come un organismo vivente, continua a mutare e a crescere insieme a chi lo osserva.

https://www.comune.parma.it/it

 

The Generative Breath of Brian Eno: Parma Becomes a Secret Garden of Sounds and Visions

Parma opens its doors to an exploration spanning forty years of Brian Eno’s visual and sonic research. From May 1st to August 2nd, the spaces of the Ospedale Vecchio and the San Paolo Monumental Complex host "SEED" and "My Light Years", two twin installations produced by the Municipality of Parma and curated by Alessandro Albertini.

SEED comes to life within the San Paolo Monumental Complex, a site-specific audio project born from the collaboration between Eno and Turkish writer Ece Temelkuran. The work unfolds across an area of eight thousand square meters, enveloping visitors in a tapestry of generative music in constant flux. There is no set path: the public’s movement determines their personal soundtrack, making every visit a unique and unrepeatable event.

In the artist’s vision, SEED represents the desire to create "hubs of civilization" where people can meet as equals. As Eno himself points out, the idea is to offer a mental "secret garden," an oasis of fertile quiet capable of shielding the individual from the relentless noise of modern times. The "seed" the title refers to is the potential budding of conversations, confidences, and relationships that will flourish among those inhabiting these spaces. At the end of the exhibition, the listening experience will be recorded onto a unique vinyl record and kept at the Casa del Suono, transforming the ephemeral event into the city's historical memory.

The imposing architecture of the Ospedale Vecchio’s Crociera hosts My Light Years, the most extensive European anthology ever dedicated to Eno’s research into light. The exhibition is a chronological and sensory journey starting from the pioneering experiments of the 1980s, created with VHS technology, up to his most recent works. Notable highlights include: 77 Million Paintings, a constantly evolving landscape where software generates combinations of images and sounds that never repeat; Face to Face, a work exploring human identity through the pixel-by-pixel mutation of eighteen real faces, creating a continuum of thousands of imaginary identities; and New York Portraits, a series of intense close-ups of New Yorkers, exhibited for the first time in Europe.

Brian Eno describes this exhibition as a successful architectural challenge—a dialogue between older works and new creations, including five Light Boxes made specifically for Parma. The building, once a place of care and now returned to the city, becomes for the artist a "gymnasium of perception" that requires active, physical participation from the public.

Eno’s artistic operation in Parma is part of a deliberate effort to create a dialogue between the contemporary and historical contexts. These installations reinvent the space, using technology as a tool to investigate the relationship between man, nature, and the landscape. In an age dominated by speed, the artist’s invitation is to stop, listen, and let oneself be moved by a creative flow that, much like a living organism, continues to change and grow alongside those who observe it.