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michelangelo tagliente 

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Rareș e la grazia malinconica delle cose che finiscono

2026-05-17 22:16

michelangelo tagliente

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Rareș e la grazia malinconica delle cose che finiscono

la catarsi pop di Sincero!

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In una delle foto promozionali di Sincero! Rareș appare seduto a cavalcioni su un grande albero, il basso stretto tra le mani e un sorriso appena accennato, quasi ironico, come chi conosce già qualcosa che gli altri devono ancora capire. Salire lassù, staccare i piedi da terra per osservare il mondo da una prospettiva differente appartiene intimamente alla fanciullezza e alla dimensione più pura dell’essere. Scegliere il proprio ramo significa regalarsi il tempo per pensare e, come in questo caso, per suonare e ascoltare il silenzio circostante in uno stato di sana leggerezza.

Ed è probabilmente da questo bisogno quasi fisico di togliere peso alle sovrastrutture, senza però alleggerire la profondità emotiva del racconto, che nasce Sincero!, il nuovo album di Rareș pubblicato per l’etichetta Panico Dischi. Perché la leggerezza che attraversa il disco non coincide mai con la superficialità. Anzi. Rareș lavora su un pop raffinato, delicato, capace di trasformare la fragilità sentimentale in materia luminosa, mantenendo una precisione di scrittura rara nella nuova canzone italiana.

In Sincero! Rareș esplora il groviglio emotivo dell’età adulta partendo proprio dalla fine di una storia d’amore, accarezzando e svelando con poesia la trama sottile di quei piccoli eventi, sensazioni e sbandamenti che portano alla rottura di un legame. L’approccio è privo di retorica o di schemi precostituiti: l’analisi del sentimento vissuto e perduto serve a metabolizzare i pezzi di vita, a guardare la fine dritta negli occhi per poterla finalmente accettare ed elaborare. Solo così diventa possibile andare oltre, riscoprendo che l’amore autentico risponde a logiche differenti. «L’amore è un’altra cosa, l’amore è un’altra cosa, ti prende e ti sposta dal posto le ossa», canta Rareș in uno dei passaggi più delicati e struggenti del disco; un brano da cui tenersi a distanza se si è freschi di distacco o che, al contrario, andrebbe ascoltato in loop per favorire una totale catarsi.

Il disco sembra muoversi continuamente tra due dimensioni opposte. Da una parte il caos sentimentale degli adulti, con il suo carico di incomprensioni, rabbia, nostalgia e dipendenza emotiva. Dall’altra la purezza disarmante di un bambino evocata dai tre intermezzi Inizio, Un fiore e Fine: piccoli frammenti che riportano il sentimento a uno stato originario, semplice, libero da strategie e sovrastrutture. In mezzo scorrono undici dolci e delicate canzoni che parlano di assenza, distacco e gratitudine, ma soprattutto del tentativo di accettare la trasformazione inevitabile delle persone e dei legami.

Dal punto di vista sonoro, Rareș si lascia alle spalle le sperimentazioni elettroniche dei lavori precedenti per operare una radicale sottrazione. Le strutture vengono ridotte all'osso recuperando, accanto ai “classici” chitarra, basso e batteria, il calore e la purezza di strumenti acustici e analogici come un romantico piano elettrico Wurlitzer, clarinetto, fisarmonica, flauto traverso e sax.

Il cesellamento dei testi si muove in perfetta simbiosi con la parte musicale. La voce malinconica di Rareș scivola tra parole precise che fotografano una mancanza penetrante, dove una casa senza l’altro diventa solo un mucchio di stanze disordinate, o il dolore della rabbia che consuma un intero anno in un solo istante di urla. C’è spazio per la difficoltà del distacco di fronte a una terra che continua a girare e a cambiarci, ma anche per una profonda gratitudine verso ciò che è stato e per il rispetto con cui si ripone una storia vissuta: «che se non fosse per te io sarei steso a morire, ti sono grato davanti, grato davanti».

L’arricchimento del progetto, oltre alle storiche collaborazioni con Novecento e Marco Giudici, passa attraverso l’intensità dei featuring con Giovanni Truppi in Strappacuore, Faccianuvola in Hanno previsto pioggia e iako in Giorni di sole. A questi contributi si affiancano i synth e la coproduzione di okgiorgio in L’amore è un’altra cosa e il ricamo vocale di Gaia Morelli nel brano Robina. Il pubblico avrà la prima occasione di ascoltare i nuovi pezzi dal vivo venerdì 22 maggio, in occasione del debutto sul palco del MI AMI a Milano.

La traiettoria di Rareș, d’altronde, si è sempre distinta per la capacità di muoversi tra mondi differenti. Nato a Birlad in Romania nel 1997, il cantautore cresce tra le acque salmastre della Laguna di Venezia per poi trasferirsi a Bologna, dove studia Musica Elettronica al Conservatorio. Il debutto ufficiale avviene nel marzo 2020 con l’album Curriculum Vitae, che raccoglie subito ottimi riscontri da parte di critica e pubblico. L’anno successivo consolida la sua formula con l’EP Folk e il singolo Crisi, seguiti da un tour con una formazione completa e dalla partecipazione alla puntata finale del format Niente di strano condotto da Carlo Pastore. Nel marzo 2023 arriva il secondo album, Femmina, registrato insieme ai collaboratori di sempre e inserito da Rockit tra i cinquanta migliori dischi dell'anno. Il 2024 lo vede collaborare con Cosmo in Strano Deserto, gemma preziosa inserita nel progetto MAYA di MACE e indubbiamente uno dei brani più folgoranti apparsi nel panorama italiano negli ultimi anni; un successo che lo ha portato anche sul palco del Forum di Assago, prima di chiudere l'anno nella Basta Session no.5 accanto a Mecna e altri produttori. Dopo la pubblicazione del brano agosto nel maggio 2025 insieme a Faccianuvola, e l'uscita dei singoli anticipatori Robina e Gatti, il nuovo capitolo Sincero! riporta Rareș sulla scena con la maturità di chi sa guardare il mondo dall'alto del proprio albero, parlando al cuore con disarmante onestà.

 

TRACKLIST

1. Intro

2. Giorni di sole con iako

3. Gatti

4. Robina

5. Hanno previsto pioggia con faccianuvola

6. Bella Giornata

7. L’amore è un’altra cosa

8. Un fiore

9. Quando ci sei

10. Sincero!

11. Strappacuore con Giovanni Truppi

12. Senza confini

13. Credi

14. Fine

 

Rareș and the Melancholic Grace of Things That End: the Pop Catharsis of Sincero!

In one of the promotional photos for Sincero!, Rareș appears sitting astride a large tree, bass guitar tightly in his hands and a faint, almost ironic smile on his face, like someone who already knows something the others have yet to understand. Climbing up there, lifting one’s feet off the ground to observe the world from a different perspective, belongs deeply to childhood and to the purest dimension of being. Choosing one’s own branch means giving oneself time to think and, as in this case, to play music and listen to the surrounding silence in a state of healthy lightness.

And it is probably from this almost physical need to strip away the weight of emotional superstructures — without ever reducing the emotional depth of the narrative — that Sincero!, Rareș’s new album released through Panico Dischi, was born. Because the lightness running through the record never coincides with superficiality. Quite the opposite. Rareș works within a refined, delicate form of pop music capable of transforming emotional fragility into luminous material, while maintaining a rare precision of writing within the new Italian songwriting scene.

On Sincero!, Rareș explores the emotional tangle of adulthood starting precisely from the end of a love story, gently unveiling with poetic sensitivity the subtle weave of small events, sensations and emotional drifts that lead to the breaking of a bond. The approach is free from rhetoric or predetermined schemes: the analysis of a lived and lost feeling becomes a way to metabolize fragments of life, to look directly into the eyes of an ending in order to finally accept and process it. Only then does it become possible to move forward, rediscovering that authentic love follows entirely different rules. “Love is something else, love is something else, it takes you and moves the bones from their place,” sings Rareș in one of the album’s most delicate and heartbreaking moments — a song to stay away from if your heartbreak is still fresh, or perhaps to play on repeat in search of total catharsis.

The album constantly moves between two opposing dimensions. On one side, the sentimental chaos of adulthood, with its burden of misunderstandings, anger, nostalgia and emotional dependency. On the other, the disarming purity of childhood evoked by the three interludes Inizio, Un fiore and Fine: small fragments that bring feeling back to an original state, simple and free from strategies or emotional armor. In between flow eleven sweet and delicate songs about absence, detachment and gratitude, but above all about the attempt to accept the inevitable transformation of people and relationships.

From a sonic perspective, Rareș leaves behind the electronic experimentations of his previous works in favor of a radical process of subtraction. Structures are stripped to the bone, recovering — alongside the “classic” guitar, bass and drums — the warmth and purity of acoustic and analog instruments such as the romantic Wurlitzer electric piano, clarinet, accordion, flute and saxophone.

The careful chiseling of the lyrics moves in perfect symbiosis with the musical dimension. Rareș’s melancholic voice glides through precise words that capture a penetrating absence, where a house without the other person becomes merely a pile of messy rooms, or the pain of anger capable of consuming an entire year in a single instant of screaming. There is room for the difficulty of separation in front of a world that continues to spin and change us, but also for a profound gratitude toward what once was, and for the respect with which a lived story can finally be put away: “if it weren’t for you I would be lying down dying, I’m grateful before you, grateful before you.”

The richness of the project, alongside the long-standing collaborations with Novecento and Marco Giudici, also emerges through the intensity of the featuring artists: Giovanni Truppi in Strappacuore, Faccianuvola in Hanno previsto pioggia and iako in Giorni di sole. Added to these contributions are the synths and co-production work of okgiorgio on L’amore è un’altra cosa and the vocal embroidery of Gaia Morelli on Robina. Audiences will have their first chance to hear the new songs live on Friday, May 22, during Rareș’s debut performance at the MI AMI festival in Milan.

Rareș’s artistic trajectory, after all, has always stood out for its ability to move between different worlds. Born in Bârlad, Romania, in 1997, the songwriter grew up among the brackish waters of the Venetian Lagoon before moving to Bologna to study Electronic Music at the Conservatory. His official debut came in March 2020 with the album Curriculum Vitae, which immediately received excellent responses from both critics and audiences. The following year he consolidated his artistic language with the EP Folk and the single Crisi, followed by a full-band tour and participation in the final episode of Niente di strano, hosted by Carlo Pastore. March 2023 saw the release of his second album, Femmina, recorded alongside his longtime collaborators and later included by Rockit among the fifty best Italian albums of the year. In 2024 he collaborated with Cosmo on Strano Deserto, a luminous gem featured on MACE’s project MAYA and undoubtedly one of the most striking songs to emerge from the Italian scene in recent years; a success that also brought him to the stage of the Forum in Assago before ending the year in Basta Session no.5 alongside Mecna and other producers. After releasing the song agosto together with Faccianuvola in May 2025, and following the singles Robina and Gatti, the new chapter Sincero! brings Rareș back into the spotlight with the maturity of someone capable of looking at the world from the top of his own tree, speaking directly to the heart with disarming honesty.

 

Ph Pippo Moscati